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29 Gen

Semplicemente Chicco - Week12 - Ultimo Carico

Come avete potuto notare dai post sui social, in questi giorni sono stato a Seefeld in Austria, per iniziare l’ultimo periodo di carico prima dei Mondiali, che si terranno proprio qui tra qualche settimana. L’idea di venire a Seefeld è nata insieme all’allenatore Steo e a Defa durante il viaggio di ritorno dalla trasferta di Otepaa, quando abbiamo entrambi deciso di rinunciare alla tappa svedese di Ulricheamn del fine settimana appena concluso, nonostante fosse una tappa a cui tenevo partecipare, per consentirci un paio di giorni di riposo completo e un tempo più lungo su cui spalmare gli allenamenti di questo delicato periodo della stagione.

 

E’ bastata una tabella su di un foglio con i pro e i contro per ogni località papabile come base per questi 6 giorni e abbiamo subito capito che il compromesso migliore era a Seefeld: il luogo ideale come altitudine, piste agonistiche, piste turistiche e comfort vari oltre all’innevamento che purtroppo ancora scarseggia dalle nostre parti a basse quote.

 

In questi anni ho imparato per esperienza che è fondamentale avere il tempo per caricare anche d’inverno per poter raggiungere i traguardi che mi prefiggo e essere competitivo da inizio a fine stagione.

 

Queste finestre di carico all’interno della stagione agonistica le pianifico con largo anticipo per quello che riguarda le date, le località e le eventuali gare da saltare, ma sono sempre e comunque la stretta attualità e le sensazioni avvertite di gara in gara a consigliarmi come è più produttivo farle e quindi, come in questo caso, è stato necessario predisporre un piano diverso da quello pensato a ottobre.

 

Durante la stagione, soprattutto nelle sprint, è la brillantezza a fare la differenza e quella puoi anche riuscire a mantenerla soltanto con le gare e con i pochi allenamenti che porti a casa tra una tappa e l’altra. Ma a lungo andare confidare solo su quello può diventare pericoloso perché finisce con lo scaricarti le pile e corri il rischio di arrivare al momento cruciale della stagione senza avere nel serbatoio una quantità di benzina sufficiente a mantenere alti i giri del motore.

Essere brillanti non è sufficiente quindi! Almeno non per me.

 

I tanti anni trascorsi a competere nella Coppa del Mondo mi hanno insegnato a prendermi cura del mio corpo al meglio, per metterlo in condizione, quando scendo in pista, di puntare sempre al massimo risultato possibile.

So di non avere il fisico del supereroe e per questo ogni cosa, ogni uscita e ogni allenamento devono essere programmati al meglio per permettermi di tirar fuori sempre la mia miglior prestazione.

 

Chiaramente dover rinunciare ad alcune gare mi da un gran fastidio, ma è importante per me mantenere sempre i piedi ben saldi per terra e stare quanto più possibile aderente al piano d’azione concordato in partenza.

Non significa automaticamente che nei weekend successivi vincerò ma, senza ombra di dubbio, vorrà dire che mi sono messo nelle migliori condizioni possibili per provare a farlo e direi che questo è già un bel punto di partenza.

 

I periodi di carico durante l’anno nascono quindi da questa esigenza di rimettere carburante nelle gambe, ammassare ore di allenamento e lavori duri, da poter trasformare in brillantezza poi nelle settimane successive.

Ai giorni di pesante allenamento infatti fa sempre seguito un weekend di gare nel quale sono un po’ imballato, ma questo è la normalità, oltre che un segno della buona qualità del lavoro fatto. Soltanto dopo un leggero scarico fatto nei giorni successivi inizio a vedere i frutti del carico.

 

A maggior ragione quest’anno, con il Mondiale sullo sfondo, concentrare un pesante richiamo atletico in questi dieci giorni è sicuramente la cosa giusta da fare, anche se costa una gran fatica fare delle rinunce.

 

Mi riferisco non soltanto all’essere lontano da casa, lontano da Greta e dalla nostra tranquillità, ma anche al dovermi sciroppare un weekend di gare in televisione, senza poter essere sulla neve a competere con gli altri.

L’ultimo weekend di gare tra l’altro è stato quello di Ulricehamn, in Svezia, dove quest’anno avrei corso per la prima volta. Vedere quei trentamila spettatori assiepati sulle gradinate e non poter essere in pista è stato davvero frustrante. Così come lo è stato guardare le foto, i video e i post dei miei avversari che ci hanno preso parte.

Una rinuncia senza dubbio fastidiosa, ma necessaria, perché la programmazione è costruita apposta a tavolino per darmi le chance migliori nelle gare in cui partecipo e devo avere la forza di rispettarla sempre.

 

Il modo migliore di non rendere vano questo sacrificio è ovviamente lavorare bene. E qui lo abbiamo fatto in maniera egregia. Inoltre a partire da domani ci sarà anche il raduno della nazionale, a Cogne, che inizia con i campionati italiani e sarà un’ulteriore occasione di mettere ore nelle gambe per me, finendo con il cumulare praticamente 2 settimane di carico.

 

A Seefeld, ovviamente non sono solo, c’è il mio compagno e conterraneo Defa (De Fabiani), il nostro skiman di riferimento, Francois, e Christophe il fisio. Un gruppetto ridotto ma super organizzato in cui si vive sempre con un bel clima, cosa importante visto che anche qui eravamo in appartamento tutti assieme. Abbiamo fatto dei bei test sui materiali e non ci siamo mai allenati per meno di tre ore, riuscendo così a fare un grande volume di quantità oltre ad aver spinto forte sul tasto dell’intensità in alcune sedute, portando a casa dei bei lavori di “spinte” e di “gambe”.

Allenamenti molto duri e intensi ma di breve durata in skating sulla pista della Sprint Mondiale e altri invece più lunghi a tecnica classica, resi più dolci dalla bellezza delle piste che abbiamo trovato qui, con delle belle montagne sullo sfondo e boschi con alberi pieni di neve fresca.

 

Le piste qui sono già pronte per il Mondiale e sono larghissime, maestose, come accade sempre per Mondiali e Olimpiadi. Il primo giorno, appena arrivati abbiamo voluto provare subito la pista più lunga dei tracciati mondiali, quella da 8 chilometri e mezzo che ospiterà la 50 chilometri che comprende al suo interno tutti i tracciati delle varie distanze e devo dire che mi è piaciuto veramente tanto.

 

I lavori estivi e le strutture mobili hanno reso lo stadio enorme (largo 60 metri!) che ha letteralmente cambiato il volto della zona partenza/arrivo: era difficile un anno fa riuscire a visualizzare un’opera del genere, ma tutto lascia davvero intendere che sarà uno spettacolo pazzesco anche per gli appassionati e il pubblico, sia quello da casa che quello che avrà la fortuna di salire fin quassù a tifare.

Iniziano a comparire i maxischermi e oltre alle grandi tribune dello stadio, altre più piccole prendono corpo vicino ai punti più strategici e spettacolari del percorso.

 

Si preannuncia davvero un gran Mondiale e, anche se mancano 24 giorni alla ‘mia’ sprint, io ho iniziato un po’ in anticipo a respirarne l’aria.

Anche questo è stato messo nella mia lista dei pro e dei contro stilata in aereo, ovviamente sotto la colonnina dei pro.