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News

13 Gen
@NordicFocus

Sono molto felice della mia gara perché correre nelle sprint cittadine non è mai facile. Oggi è stato complicato dal punto di vista tattico e sono soddisfatto per come sono riuscito a gestire le varie fasi di gara e per le ottime sensazione che ho percepito dal mio corpo. In una prova su un circuito così particolare e pieno di insidie bisogna restare fuori dai guai e farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Mi sto accorgendo di iniziare a perdere un pochino di brillantezza nelle fasi iniziali che sino a qualche anno fa erano la mia carta vincente ma riesco ad essere sempre molto efficace supplendo con l'esperienza e con la tattica. Così sono riuscito a capire quando era il momento giusto per attaccare e per portami nelle posizioni che servivano per provare a vincere. Ora so che lo spunto c'è in questo momento della stagione è un gran bel segnale che mi dà tanta fiducia. Non mi resta che fare una gran bella gara domani, nella team sprint. La mia undicesima vittoria in Coppa del Mondo è stata una prima volta su un circuito cittadino ed è stata la prima volta, in stagione, nella quale sono stato più veloce di Klaebo. Tutto sta procedendo secondo quando avevamo ipotizzato con il mio allenatore Seb. Chenetti ad inizio stagione. Ora si tratta di continuare su questa strada, tenendo alta la concentrazione. Considero lo sci di fondo un centro benessere all'aria aperta. Belle, e ben organizzate, le sprint come questa di Dresda ma la considerazione da fare è un'altra: dobbiamo portare lo sci di fondo in città o è la città che va portata nel regno del nostro sport? 

5 Gen

“Li guardi negli occhi e li vedi sorridere, sempre. Contenti di potersi divertire e di godere di quello che fanno”. Federico Pellegrino, questa mattina a Saint-Barthélemy non era il campione del mondo di sci di fondo. Era un uomo, uno dei tanti insieme alla ventina di maestri di sci e alla quarantina di ragazzi diversamente abili che hanno vissuto una giornata speciale. In “Tutti sugli sci” con Chicco Pellegrino il centro del mondo era lo sci di fondo. Nell'accezione più bella del termine. Perché lungo l'anello battuto poco sopra il paese – e con vicino la tensostruttura nella quale la pro loco Les Neuveins ha cucinato e servito il pranzo per tutti – i ragazzi hanno avuto la possibilità di iniziare a dare del tu allo sci che tanto ama Federico. L'offerta del Chicco Pellegrino Fan Club, dello sci club Saint-Barthélemy, e della pro loco è consistita nel proporre un supporto concreto a persone con differenti disabilità. “ Abbiamo messo loro a disposizione – dice Stephanie Mathiou – l'attrezzatura specifica secondo la tipologia della disabilità dello sciatore e un maestro di sci di fondo specializzato. Oggi c'era anche Federico ed è stato emozionante vedere la gioia negli occhi di chi era lì anche per potergli stringere la mano e soddisfare, con una domanda, una curiosità”. Chicco ha accolto i ragazzi sciatori per poi accompagnarli con lo sguardo durante i loro primi passi sugli sci. A disposizione c'era anche la slitta donata dal Fan Club alla Disval. Poi, dopo pranzo, ha raccontato se stesso svelando un po' di retroscena delle gare di Coppa del Mondo. “Tornate a trovarmi qui; questo è il mio mondo, quello dove sono cresciuto e dove ho scoperto il mio amore per lo sci” - ha detto -. “L'iniziativa – ha precisato Mathiou – andrà avanti per tutta la stagione sciistica. Basta contattare il numero del Fan Club (347-6260233) per usufruire, gratis, dell'attrezzatura, del maestro e di un buono pasto valido presso uno dei ristoranti di Saint-Barthelemy”. Federico si volta e saluta. Poi, prima di tornare ad allenarsi nella sessione pomeridiana dedicata alla palestra, aggiunge: “Credo sia stata un'esperienza di vita anche per i ragazzi dello sci club che hanno potuto essere con noi oggi. Avevo già vissuto un'esperienza simile nel cuneese, in passato. Poterlo fare qui a Saint-Barthélemy, in mezzo e grazie all'aiuto della mia gente e potendo dare anche una mano al paese, mi riempie di orgoglio. Ora tocca a me saper fare quello che la vita mi ha regalato: sciare”.

30 Dic
@NordicFocus

E' stata una delle sprint più faticose della mia vita. Le brutte sensazioni dei giorni scorsi, quelle sentite dopo i campionati italiani, non sono andate via nemmeno nella gara diLenzerheide, su una pista che amo. Ma questo secondo posto vale oro perché con le mie gambe che girano bene posso fare ben altro. E' un periodo di carico e il fisico non ha risposto al meglio. So che è normale che sia così anche se mi immaginavo di fare meno fatica e di poter tenere testa sino all'ultimo metro a Sergey Ustiugov, oggi davvero il più forte. Ho provato l'attacco in discesa ma lì ho capito che le gambe non erano quelle dei giorni migliori e che non mi avrebbero permesso di passare davanti e di resistere sino al traguardo. Ho dovuto accodarmi, tenere duro sino al traguardo, finire secondo e far passare qualche minuto in pieno acido lattico prima di riprendermi. Il mio sport è anche questo ed è giusto e bello così. A Lenzerheide ritrovo sempre gli stessi avversari perché oltre ad Ustiugov anche Finn Hagen Krogh va sempre molto forte: in semifinale è stato difficile e avvincente gareggiare con loro. L'avvicinamento ai giochi olimpici sta procedendo come da programma: resto al Tour de Ski e continuo sino alla sprint classica di Oberstdorf. Poi rientrerò a casa e preparerò le gare di gennaio.  

29 Dic
@NordicFocus

E con la testa, oggi, è stato un attimo tornare a due anni fa, alla mia prima vittoria a Lenzerheide. Sensazioni e risultato compreso, con la vittoria appena arrivata. Me ne sono stato sul tracciato a rivivermi quei grandi momenti di sport anche se adesso non mi sento al 100% della condizione perché sto accusando un po’ i campionati italiani disputati, mercoledì scorso, sotto la pioggia. So anche, però, che domani sarà un altro giorno nel quale, spero, avvertirò altre sensazioni. Ho tanta voglia di fare bene; le mie motivazioni sono massime. Su questa pista due anni fa avevo vinto e, in questa prima tappa del Tour de Ski, vorrei di nuovo ripetermi. Gli altri non staranno certo a guardare e su questo tracciato saranno da temere soprattutto i russi. Ma non ci saranno solo loro. Dovrò tenere d’occhio i norvegesi, i francesi e gli americani su tutti. Voglio stare tranquillo, vivermi e gestirmi la gara punto per punto ad iniziare dalle qualifiche. Le condizioni annunciano neve e temperature più elevate a quelle, fredde, di oggi. Condizioni che, sulla carta, non sono le mie ma sono le stesse che ho trovato a Lahti lo scorso anno quando ho vinto il titolo mondiale. Di conseguenza devo solo restare tranquillo e trovare tutte le mie forze mentali per godermi questa gara che mi piace parecchio.

9 Dic
@NordicFocus

Ho corso per vincere e, durante la gara, mi sono reso conto che la vittoria sarebbe stata molto difficile da ottenere. Ho cercato di giocare le mie carte sin dalla scelta del quarto di finale per puntare dritto alla terza vittoria su quella che sento essere la mia pista. Ho dovuto accettare la sconfitta da quello che è il fondista di questa era e che può diventare quello di tutti i tempi. Sul podio, oggi, sono il vecchietto del gruppo perché sia Klaebo che il russo Bolshunov hanno sei anni meno di me e nelle sprint è un dato che significa molto. Però sono riuscito a resistere cercando di sfruttare la carta dell'esperienza per riuscire ad esprimermi sempre al meglio e sono orgoglioso di essere riuscito ad essere stato così competitivo a Davos perché non volevo sfigurare davanti al mio Fan Club che è venuto qui in massa per sostenermi. Tutti abbiamo fatto il nostro lavoro al meglio: gli skiman mi hanno fornito materiali super, le condizioni metereologiche sono state dalla mia parte perché amo il sole che è venuto fuori con il passare delle ore e io ho fatto il mio. Sono molto fiducioso per il resto della stagione: in queste prime tre sprint sono riuscito ad offrire delle ottime prestazioni che mi fanno capire che il lavoro fatto in estate anche quest'anno è stato quello giusto. Ora so che posso guardare ai Giochi Olimpici di PyeongChang sapendo di partire da un' ottima base.  

8 Dic
@NordicFocus

Sono curioso. Curioso di vedere e di capire cosa saprò fare su una pista che mi piace sempre molto e sulla quale ho vinto due volte. E, soprattutto, di sentire come starò nel primo appuntamento dell'anno con la mia tecnica, quella libera. E, in più, sulle Alpi e sulla mia pista. Ho tanta voglia di mettermi in gioco e di fare bene ma dovrò essere bravo ad azzerare tutto e a ricominciare da capo. Perché da questo pomeriggio è iniziato a nevicare e tutte le sensazioni che ho avuto oggi saranno, probabilmente, da dimenticare. Sino allo scorso anno la neve nuova, fresca, non era la mia neve ma da quando ho vinto il mondiale di Lahti su quel tipo di condizione non posso più nascondermi perché so che posso fare bene anche su quel fondo più molle e lento. Non mi sembra male: sto bene e sono carico. Ma devo stare concentrato. L'obiettivo? Non lo so perché voglio essere molto attento in qualifica e, in base all'esito del giro cronometrato, potrò trarre tante indicazioni utili per il resto della gara. E' una fase che va gestita molto bene: la pista è dura e la qualifica si articola su due giri, diventando molto lunga e impegnativa. Poi, sarò pronto a dare battaglia. Sono felice di avere a bordo pista i miei tifosi del Fan Club che partiranno da Nus nella notte per essere a Davos di prima mattina.

2 Dic
@NordicFocus

Non posso ritenermi soddisfatto della gara di oggi anche se qualche, piccolo, elemento positivo l'ho riscontrato. Partiamo da lì. In qualifica ero un po' imballato e non sono riuscito a dare tutto ma è che proprio più di quello non potevo andare. Poi, nei quarti, la situazione è migliorata. Il distacco rispetto ai più veloci è diminuito anche se la scelta azzardata di schierarmi nel quarto di finale più difficile insieme a Klaebo, Ustiugov e Golberg non ha pagato. Puntavo ad una batteria veloce e, invece, la neve ha smesso di cadere e la pista si è velocizzata sempre più permettendo a chi ha gareggiato dopo di me di abbassare i tempi di percorrenza. Speravo di passare come ripescato, considerando quanto sta andando forte Klaebo e, invece, è andata in modo differente anche se sono abbastanza contento del mio rendimento sull’uomo. Prendo questo unico elemento positivo per pensare con fiducia alla prossima sprint, la prima in skating della stagione, sulla pista che a me piace molto di Davos e dove voglio tornare a dimostrare di essere uno degli sprinter più forti. Di sicuro, un Klaebo così è qualcosa di stratosferico per quanto va forte. Però, non mi preoccupo: ad inizio stagione ho sempre fatto fatica e, in queste prime due gare, sono riuscito a incamerare un numero di punti come mai ero riuscito a fare in carriera. I numeri non sono tutto e le sensazioni sono state buone. Per questo sono soddisfatto complessivamente di queste prime gare e guardo con fiducia alle prossime. So di aver fatto un passo avanti rispetto alle scorse stagioni