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News

1 Dic
@NordicFocus

Che condizioni spettacolari ci sono sempre a Lillehammer. Le piste norvegesi regalano emozioni anche solo in allenamento, figuriamoci in gara. Immagino una bella gara, più dura rispetto a Kuusamo perché più lunga e con una percorrenza prevista intorno ai tre minuti e mezzo. Le mie sensazioni sono buone: ho svolto il mio solito pre gara e sono abbastanza tranquillo e rilassato. Domani, però, sarà la solita grande battaglia perché la Norvegia, nazione ospitante, potrà schierare il maxi contingente da venti uomini con un potenziale da qualifica per tutti quanti. Cercherò di far parte anch'io di questo gruppo come avevo già fatto lo scorso anno quando ero riuscito a far segnare il 12° tempo in qualifica. Sarà difficile spuntarla: l'arrivo è molto insidioso perché prima del rettilineo finale ci sarà da affrontare una discesa lunga e tecnica. E' un arrivo che può essere utile in vista di PyeongChang perché simile: si dovrà affrontare in velocità e servirà per capire che rendimento posso avere in un arrivo in tecnica classica di questo tipo. A Kuusamo ho avuto delle conferme sul rendimento in salita e su un arrivo“in fatica”. Ora vediamo come rendo su questa pista. Devo sempre pensare di partire con l'umiltà di pensare che la gara va costruita punto per punto con la testa concentrata sull'insidia più grande: la qualifica. Il gruppo azzurro è cresciuto e in qualifica con me ci saranno anche Enrico Nizzi e Stefan Zelger oltre al mio compagno in Coppa del Mondo Maicol Rastelli e, tra le donne, a Greta Laurent che ritorna, ed è una grande gioia, nel massimo circuito.

26 Nov
@NordicFocus

Ci sono, il check è andato bene. Le risposte che volevo e speravo di sentire, sono arrivate. E sono state tutte positive. Nella sprint classica di venerdì, che ha aperto il mini tour di Ruka e la Coppa del Mondo,  ho capito che tutto il gran lavoro di preparazione estiva è stato quello giusto. Avevo voglia di sfogarmi, mi sono divertito parecchio in gara e il risultato, un quinto posto, è stato anche migliore di quello che mi aspettassi. Nell’individuale in tecnica classica di ieri sono arrivato ad un niente dalla zona punti, riuscendo a fare una bella fatica in gara, di quelle che rinfrancano il morale. Oggi, poi, è stata la giornata della ciliegina sulla torta: nella gara ad inseguimento in skating ho cercato di tenere duro il più possibile, trovandomi a sciare con mostri sacri come Sergey Ustiugov, Dario Cologna e Matti Heikkinen. Il decimo tempo di giornata mi ha dato tanta fiducia: ho fatto il mio e sono molto soddisfatto. Sono state le prime tre gare della stagione e, prima di questo fine settimana, avevo un bel punto di domanda. Al quale ho dato in fretta una risposta. Lo scorso anno, di questi tempi, non ero a questo livello. Facevo fatica e non sapevo bene il perché. Mi sento cresciuto e i primi risultati della stagione hanno dimostrato sul campo le mie sensazioni. Anche i materiali mi hanno dato una bella mano. C’è sempre l’attesa di capire a che livello siamo rispetto alla concorrenza: Rossignol ha lavorato molto bene in estate e gli sci che mi sono stati proposti si sono rivelati essere molto performanti. Il resto lo ha fatto il lavoro del team di skiman, come sempre di altissimo livello. Ora resteremo a Ruka ancora un paio di giorni: domani ho in programma il lungo che, d’abitudine, svolgiamo il giorno dopo la gara, martedì mattina seduta di palestra prima di volare in Norvgia. Poi inizierò a pensare a Lillehammer e alle prossime gare. E a rivedere la mia Greta che si è qualificata per la tappa norvegese di Coppa del Mondo. Sono molto felice. 

24 Nov
@NordicFocus

Sono molto soddisfatto. Oggi il mio obiettivo era quello di arrivare in semifinale. Ed è andata anche meglio. Mi sarebbe piaciuto eguagliare i miei miglior risultati qui a Ruka, i settimi posti del 2014 e del 2015. Sono riuscito a raggiungere la finale sentendo delle gran belle sensazioni sin dalla qualifica (mai così bene qui). Nei quarti e in semifinale ho tirato tanto e forse avrei potuto farlo anche un po' meno. Ma oggi avevo bisogno di questo, avevo la voglia e la necessità di sfogarmi, di sgasare e dimostare a me stesso che ci sono. Arrivando dalla parte bassa del tabellone, dalla seconda semifinale, c'è meno tempo per recuperare e oggi ho avuto la dimostrazione che, quando voglio vincere, faccio bene a scegliere la parta alta del tabellone. Questo risultato è importantissimo; essere riuscito ad eguagliare il miglior risultato di Renato Pasini a Kuusamo è motivo di soddisfazione. Cercavo delle conferme e le ho ottenute tutte. A livello di punteggio, essendo uno stage del mini tour, ho preso poco distacco da Klaebo che oggi è stato nettamente il più forte. C'è da dire che tutti gli altri fondisti che hanno gareggiato con me arrivano da una serie di gare: i finlandesi sono al terzo fine settimana di competizioni, i norvegesi al secondo e gli svedesi pure. Anche per questo motivo sono molto soddisfatto della mia prova. Da qui si parte. Avevo bisogno di fare il punto e sono molto contento delle risposte che ho avuto. Domani, nella gara distance, ho voglia di fare una bella fatica, di divertirmi. Avere iniziato così mi regala tanta carica: funziono ancora bene e non mi resta che continuare così. 

23 Nov
@NordicFocus

Fino a quando non vedo una classifica mi rimane il dubbio. E un punto di domanda che conto di risolvere nella sprint classica di domani perché le sensazioni dell’ultimo allenamento prima della gara sono state proprio buone. La stagione olimpica è, di fatto, partita e non vedo l’ora di scendere in pista. La vigilia di una gara è sempre qualcosa di speciale e quella della prima della stagione lo è ancora di più. Oggi pomeriggio sono stato in palestra per l’ultima sessione di pesi per dare un po’ di brio ai muscoli delle braccia e, in mattinata, abbiamo effettuato un test sui materiali. Il team di skiman sta lavorando molto bene e gli sci sviluppati durante tutta la scorsa stagione sono risultati essere molto performanti. In questo weekend ritrovo la collaborazione di Andrea Dufour, il mio storico skiman, che è qui come tecnico della Squadra tailandese e che ho visto collaborare con i nostri. I materiali quindi ci sono e sono super, il fisico risponde bene e la testa anche. A prescindere da come andrà la gara sono fiducioso perché sento di essere ad un buon livello. I riscontri sugli skiroll sono stati buoni per tutta l’estate e so bene che questa prima gara di stagione servirà come punto di partenza per migliorare sempre di più ed essere al top per le gare più importanti della stagione. Sono davvero sereno e con tanta voglia di confrontarmi e di mettermi alla prova. Ho lavorato tanto sulla tecnica classica e domani, in gara, capirò finalmente a che punto sono. Poi, se servirà, aggiusterò il tiro. E’ ora di menare le gambe.  

18 Nov

Poco meno di trenta giorni di sci spalmati tra Davos e Livigno e una piccola sosta, a Gressoney-Saint-Jean, per ricaricare le pile. Il mio autunno è partito con la testa giusta e le energie al massimo della carica. Se solo penso all'anno scorso e al risentimento muscolare patito a Davos, è tutta un'altra vita. La condizione generale è migliore di quella dell'anno scorso e non vedo l'ora di poter sgasare in gara per scaricare i cavalli del mio motore. Anche perché, sino ad ora e per scelta del mio allenatore Giuseppe Chenetti che io seguo con tanto scrupolo, non abbiamo effettuato delle vere gare, a parte quelle di skiroll estive. Così, ve lo posso mettere nero su bianco, ho una voglia di confrontarmi in gara che in autunno non avevo ancora conosciuto. A Davos, in Svizzera, sulla pista dove ho vinto la mia prima gara di Coppa del Mondo, lo stage è iniziato con la neve stoccata in estate con la tecnica dello snow farming, ma in un giorno solo si è trasformato in una sessione invernale pura: 30 centimetri di neve fresca e temperature ben sotto lo zero. E la possibilità di confrontarmi con la squadra francese sprint e con Lucas Chanavat in particolare in una simulazione di sprint. Poi, dopo qualche giorno a casa insieme alla mia Greta, sono ripartito per Livigno. All'anello di neve, anche lì, allestito grazie allo snow farming, si è aggiunta quella naturale così abbondante da poter permettere di sciare su un anello da venti chilometri di lunghezza. Sono stati giorni importanti di allenamenti in quota, utili per mettere ancora un po' di ore nelle gambe. Ora non vedo l'ora di partire per il nord e per la prima sprint della stagione. A Kuusamo ho voglia di fare bene. 

3 Ott

Non ci siamo nascosti per niente ma nella stagione olimpica abbiamo cercato di restare concentrati. Abbiamo fatto gruppo e siamo rimasti lontani dalla gare. Così niente Blink Festival di luglio in Norvegia. Troppa pioggia presa – gli altri anni – e pochi allenamenti fatti. L'Italia è stato il nostro regno. Abbiamo pedalato in Toscana, ci siamo sciroppati chilometri di piste ciclabili e di colli trentini con gli skiroll. Per essere pronti alla stagione più importante dell'ultimo quadriennio, quella olimpica. Come sto? I numeri sono con me. Rispetto allo scorso anno i test hanno tutti dato risultati migliori. Ma al di la del laboratorio e del cronometri sono le sensazioni ad essere migliori. Alle gare abbiamo iniziato a dare del tu ad inizio settembre. Tutti insieme con le stesse ruote – lente – ai campionati italiani di Summer Cross Country. Due gare e una vittoria, nella sprint. Con un piccolo affaticamento muscolare che mi ha consigliato di fermarmi ai box della quindici chilometri. Poi, a metà settembre, ho corso la classica Bossico-Sovere, salita in tecnica classica. Quest'anno è stata lotta vera con i francesi Maurice Manificat e Clément Parisse e con il mio compagno di allenamenti Francesco De Fabiani. Ha vinto Defa ma io ho avuto proprio delle belle sensazioni. Il giorno dopo abbiamo gareggiato di nuovo. Siamo scesi nel piacentino, a Bobbio, per i tricolori in salita sempre in tecnica classica. E a cronometro sono finito a 9” da uno specialista come Francesco. Poi, finalmente, è arrivata la neve. Non mi pareva vero di poter rimettere gli sci su una pista, che pareva essere una cartolina tanto era bella e curata, del ghiacciao della Val Senales. Una settimana con un volume di ore esagerato è volata via in un amen. E quando ci siamo ritrovati a Feltre per il Gp Sportful il morale era alla stelle e la condizione, considerando il tanto allenamento fatto, non male. Per il quarto anno di fila ho vinto la sprint del sabato e la domenica, nella salita al Croce d'Aune, la gara sugli skiroll più importante della stagione, me la sono giocata benissimo. Al via c'era anche il mostro sacro Ole Einar Bjoerndalen ma la gara l'abbiamo fatta noi italiani. Lungo la salita ho tenuto bene e non ho mai avuto la sensazione di dover mollare. Così, quando mancava meno di un chilometro al traguardo, e c'è stato un cambiato di ritmo, ho provato a farlo anch'io e ho vinto per la prima volta in carriera questa gara. La condizione è buona e, in estate, ho cercato di alternare allenamenti e riposi. I test fatti dicono che sto ancora crescendo e che le mie prestazioni migliorano. Il mio fisico, e questo è ciò che conta davvero, reagisce sempre meglio ai carichi di lavoro. La testa c'è. Sono tranquillo e so che la vita da atleta la so fare e ho imparato a come gestirmi in gara e fuori. Insomma mi sento maturo e pronto. Per cosa? Sino ad ora a dare tutto negli allenamenti, che è la condizione per poi poter essere settato a giocarmi la gara dell'anno il 13 febbraio 2018: la Sprint classica dei Giochi olimpici di PyeongChang.  

18 Mar
@NordicFocus

“Esserci, sempre”. Federico che non molla l'osso, che ci crede sino alla fine, che rischia tentando di avere la condizione giusta dalla prima all'ultima gara. E che solo per dettagli che questa volta hanno fatto la differenza – succede – in negativo è rimasto fuori dalla finale dell'ultima gara veloce dell'anno, a Québec City. La Coppa del Mondo Sprint è tornata in Norvegia, vinta da Johannes Hoesflot Klaebo, al quale bastava il 19° posto con Federico vincente per farla propria (è arrivato 7°). Ma Federico ha lottato, eccome se ha lottato. “L'ho persa nella prima parte della stagione e a Québec sono partito per vincere la gara - perché sono uno al quale piace vincere - ma senza pensare alla Coppa. Non ho mai saltato una gara tranne quella preolimpica della Corea. E' stata una stagione molto dispendiosa e, per questo, difficile. Sono uno che cura i particolari ed è una scelta che dà tanto ma che toglie anche tanto. A livello mentale non ho più energie. Ho bisogno di staccare la spina. E' stata una stagione strana: ognuno di noi non era al 100% in Coppa del Mondo perché c'erano i mondiali come obiettivo dell'anno. E un po' tutto ha girato intorno a quello”. Federico aveva due cartucce da sparare a Lahti. Con la prima ha fatto centro, colpendo il bersaglio più grosso: oro nella Sprint Skating. Con la seconda, insieme al compagno di una vita Dietmar Noeckler, lo si potrebbe anche dire: argento nella Team Sprint Classic. In due edizioni del mondiali tre medaglie: 1 bronzo (Falun), 1 argento e 1 oro (Lathi) che si vanno ad aggiungere al bronzo Juniores di Hinterzarten e all'oro Under 23 di Liberec. In Coppa del Mondo Sprint non scende dal podio da tre anni: 3° nel 2015; 1° nel 2016 e 2° nel 2017. Sino a Val Mustair 2016, stage del Tour de Ski, in stagione non era andato oltre la semifinale (tra l’altro, solo una volta a Davos). In Svizzera è arrivato il primo podio, il sedicesimo della carriera. Ha vinto poco – si fa per dire, rispetto alle cinque perle della scorsa stagione – ma ha vinto pesante: 1° a Falun e poi 1° ai mondiali di Lahti, nel giorno più importante dell'anno. “Se ero il Pellegrino più forte di sempre? No, ci sono state altre volte nelle quali mi sono sentito più forte. Ma ero il più competitivo di sempre: forte di testa e forte di gambe”. Dieci vittorie in Coppa più una ai mondiali in totale sino ad ora. E ancora due gare distance da disputare oggi e domani in Canada prima delle vacanze.“Esserci, sempre”. La Coppa del Mondo Sprint va a Klaebo ma Federico ci ha provato sino alla fine.