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News

9 Dic
@NordicFocus

"E' tutta da giocare. E me la giocherò come ho sempre fatto: un passo alla volta. Non voglio tenere conto delle statistiche e fasciarmi la testa con il fatto che a Davos ho vinto due anni di fila. Ho solo voglia di trovarmi al cancelletto di partenza e gareggiare”. Federico Pellegrino e la sprint skating che l'ha fatto conoscere al fondo che conta sono un tutt'uno. Era il 2010 e allora, dopo aver fatto segnare il miglior tempo in qualifica, si presentò sotto il tendone degli atleti accolto dalla pacca sulle spalle di Arianna Follis. Lei e Marianna Longa lo guardarono dritto negli occhi. “Sei andato forte, ragazzino” - gli dissero. Il ragazzino ne ha fatta di strada e quella svizzera è diventata la sua gara. Quest'anno sarà in pista per l'ottava volta. Su quel toboga nervoso dove bisogna saper sciare oltre che menare forte le gambe, Pelle ha vinto due volte (2014 e 2015), è arrivato una volta terzo (2013 e in stile classico), due volte sesto, una volta undicesimo e una volta dodicesimo. “E' la pista che amo – dice -. E sulla quale ho sempre fatto bene. Ma questo conta fino ad un certo punto. Ogni gara ha la sua storia e so bene che devo stare concentrato su ogni passaggio: prima le qualifiche, poi i quarti e poi via via il resto. A livello fisico sto bene; sono a Davos da martedì e in settimana ha fatto qualche lavoro veloce. Sono pronto. L'uomo nuovo di questo inizio stagione? Klaebo (il norvegese campione del mondo Junior uscente, ndr). E' fortissimo sia nelle sprint che nelle distance. Ora vediamo come si comporta nella gare veloci a skating”. Domenica (fasi finale a partire dalle 14) a bordo pista ci sarà anche la “macchia gialla” del Chicco Pellegrino Fan Club. “Sono tranquillo e tanto fiducioso. E ho voglia di confermare il mio ruolo di leader nelle sprint skating”. 

2 Dic
@NordicFocus

Il picco di velocità in classico rimane ancora inferiore rispetto a quello dei miei avversari. Credevo di essere messo meglio e questo status mi rammarica. Di sicuro noi miglioriamo ma lo fanno anche gli altri. Su certi tipi di arrivo, come quello di Lillehammer, siamo ancora parecchio indietro rispetto ai migliori specialisti. C'è di buono che le sensazioni in gara non erano male”. Federico Pellegrino finisce fuori nella seconda sprint classica della stagione, battuto nella lunga volata dei quarti di finale. “E' un punto sul quale dovremo approfondire con il preparatore atletico e con l'allenatore”. Su un arrivo che non è ancora nelle sue corde, Federico ha fatto quel che, ora, può fare. “Sono un po' deluso. Cerco sempre di responsabilizzarmi e, al di la della pista, che ogni gara possa essere la mia. Dal punto di vista tattico ho giocato al meglio le mie carte”. Pellegrino è finito al 17° posto ed è pronto a voltare pagina. “Penso a far bene le due gare distance. Domani voglio mettermi alla prova contro il cronometro, la situazione che gradisco di meno. Due anni fa arrivai 80°. Domenica spero di avere le sensazioni di Kuusamo e di divertirmi nella gara sull'uomo, il format che mi esalta”. Da qui ai campionati del mondo di Lahti ci saranno cinque sprint skating. La prima sarà a Davos, dove Federico ha vinto due anni fa la prima gara di Coppa del Mondo, e dove si è ripetuto lo scorso anno. “Le due gare più difficili della stagione sono passate. Mi aspettavo di più ma questo è quanto. Sono già concentrato sulla gara di Davos”. Domani in programma c'è una 10 chilometri skating con partenza a cronometro; domenica una 15 classica ad inseguimento con partenza in base ai distacchi accumulati tra sprint e gara in pattinaggio. 

30 Nov
@NordicFocus

Il dilemma della sprint. Almeno per la qualifica. Federico Pellegrino ha il dente avvelenato e, dopo essere finito fuori nei quarti di finale di Ruka, ha voglia di riscatto. Che inizia oggi con i test sul campo per capire se partire o meno per la qualifica della sprint classica di Lillehammer con la sciolina sotto gli sci. “Sono carico e ho bisogno di un bel risultato. Voglio essere competitivo e giocarmi le mie carte. C'è il dilemma della sciolina di tenuta ma capiremo che scelta fare: a livello muscolare siamo pronti; poi sta ad ognuno di noi capire cosa di sente di fare. Il primo scoglio sono le qualificazioni., dopo sarà un'altra cosa”. Il lungo week end di Lillehammer inizia venerdì con la seconda sprint classica della stagione. Lì, su una delle piste più dure del circus, l'Italia del fondo zittì una terra intera che respira sci stetti e fatica. Galeotto fu l'oro a squadra della 4x10 ai giochi olimpici del 1994. Papà Enrico tornò in Italia e decise che i suoi figli Francesco e Federico avrebbero iniziato a dare del tu agli sci da fondo. “Ma io voglio fare bene anche nella 10 km skating del sabato e nella 15 pursuit della domenica – ha detto Federico -. Soprattutto a skating sono curioso di vedere a che livello sono. Nell'inseguimento classico so che mi diverto perché nelle gare sull'uomo rendo di più e riesco a gestire molto meglio le energie perché non sono io che faccio il ritmo. Si preannuncia un bel week end: le emozioni alterne della scorsa settimana mi hanno dato un bello stimolo a fare bene. Dopo le gare di Ruka lunedì scorso abbiamo fatto la nostra solita, bella, sciata turistica. Poi ci siamo spostati a Lillehammer trovando il sole e un clima gradevole. L'avvicinamento alle gare è filato via liscio come l'olio. E' ora di attaccare”.

26 Nov
@NordicFocus

“Abbiamo rotto il ghiaccio. Certo, farlo in un altro modo sarebbe stato meglio ma anche questo è il fondo: sono cose che succedono. Eravamo in un punto stretto dell'anello e quando Hediger è uscito dai binari ed è venuto verso me ho messo uno sci sopra ai suoi e mi sono ritrovato per terra”. A Ruka, nel nord della Finlandia, la prima sprint classica della stagione di Federico Pellegrino finisce ai quarti di finale dopo un contatto con lo svizzero Hediger e la conseguente caduta. In qualifica Federico aveva fatto segnare il 15° tempo. “Non ero mai andato così bene su questa pista. Le sensazioni sono state proprio buone in pista. Quel tempo mi ha dato tanta fiducia e tranquillità perché sapevo che avrei potuto essere molto competitivo. Sino al contatto con Hediger avevo fatto tutto come si deve, come avevo impostato di fare, senza imprevisti. Con la neve fresca in pista la mia sparata in salita sarebbe stata meno efficace ma va detto che i miei avversari, come norvegesi e finlandesi è da tempo che gareggiano. Noi eravamo alla prima gara della stagione e rispetto all'anno scorso ho sentito sensazioni migliori. E questo è un gran bel segnale, forse il migliore della giornata. Ero molto tranquillo in pista: mi sono reso conto di aver fatto un altro passo in avanti nel mio rendimento. Le condizioni erano oggettivamente difficili: la neve non era facile da interpretare eppure i miei sci erano più che buoni. Vuol dire che il nuovo team di tecnici ha lavorato bene e di questo sono molto contento e orgoglioso”. Domani Federico torna in gara nella 15 chilometri classica (diretta tv su Rai Sport 1 ed Eurosport 1 dalle 12, ndr). “Punto a fare bene già domani. Resettiamo tutto e pensiamo alla gara distance e alla prossima sprint di Lillehammer. Sono arrabbiato e amareggiato ma ora c'è da pensare solo alle prossime gare”.

25 Nov
@NordicFocus

Un passo alla volta, senza pensare alla sprint skating del campionato del mondo di Lahti. “Voglio ripartire da capo – dice Federico – cercando di pensare che il passato è passato e che tutto quello che ho fatto di buono nella passata stagione possa far parte della mia storia. Sono molto tranquillo e sereno. Non vedo l'ora di iniziare a gareggiare e di capire a che livello sono dopo il gran lavoro fatto in estate. Durante la preparazione ci ho dato dentro come non mai nella mia vita. Insieme al mio allenatore Giuseppe Chenetti avevamo messo a punto un piano che prevedesse cinquanta ore in più di allenamento sull'intera stagione. Le abbiamo già messe in cascina e il mio fisico ha risposto bene”. Una preparazione filata via liscia come l'olio sino ai test di Davos di metà novembre. Lì, durante una serie di ripetute corte l'adduttore della gamba si è stirato. “Simulavamo la bagarre della gara e ad un certo punto ho sentito un dolore alla gamba sinistra. Dalla prima risonanza sembrava essere più grave di quel che poi si è rivelato essere. Me la sono cavata con mezza giornata di allenamento persa e qualche giorno passato tra piscina e ore di “spinte” sugli sci. Magari ora sarò più forte in quel particolare gesto tecnico”. La prima parte di stagione di gare servirà a Federico per verificare la competitività anche nelle gare distance. “Mi aspetto delle risposte, soprattutto in chiave staffetta. Mi sento crescito e nei primi due week end di gare, quello di Ruka e quello di Lillehammer, gareggerò anche nelle prove distance. La prima staffetta della stagione, a La Clusaz, sarà un importante banco di prova per quella dei mondiali”. Federico ha vinto l'ultima gara sprint della scorsa stagione, quelle classica di Canmore, in Canada. “Era un mio obiettivo per il quale mi ero dato tempo sino al 2018. Erano condizioni particolari perché avevo sci davvero veloci ma avercela fatta mi ha dato una grande fiducia e carica. Ora so che anche in classico una vittoria è nella mie gambe”. La prima sprint skating è in programma a Davos, in Svizzera, l'11 dicembre. E' la gara di Federico, quella dove, al primo anno di Coppa del Mondo fece segnare il miglior tempo in qualifica e dove ha vinto la prima gara del circus iridato della vita il 21 dicembre 2014. “Ci tengo da matti a quella gara anche perché non è troppo lontana dalla mia Valle d'Aosta e c'è sempre il tifo dei gialli del mio Fan Club. I mondiali? A quelli inizierò a pensarci dopo il Tour de Ski. Ora mi godo gara per gara e ne affronto una per volta. Ho visto che è processo che con me funziona bene: riesco a concentarmi bene sul singolo evento e a dare tutto me stesso”. Le fasi finali della sprint classica di Ruka saranno trasmesse live su Rai Sport 1 ed Eurosport 1 dalle 12,30 di sabato 26 novembre.  

12 Mar

“Vorrei che Greta sentisse questa vittoria sua. I risultati non mentono: da quando vivo con lei ho iniziato a vincere. E farlo per la prima volta in una sprint classica nel giorno della festa delle donne voglio non considerarlo un caso. Sono diventato così grazie al mio impegno, grazie alle doti e all'educazione che mi hanno trasmesso i miei gentori e grazie al lavoro degli allenatori ma il salto di qualità è arrivato solo grazie a lei”. Federico Pellegrino e la vittoria numero 8 della vita, la prima in una sprint in tecnica classica. E il pensiero che corre rapido a chi condivide una passione che è diventato un lavoro, quello dell'atleta campione. A Canmore, nello stato dell'Alberta, è stato il più forte di tutti anche nella tecnica non sua. “Non pensavo di poter vincere ma ho voluto fare le cose come se fossi in grado di farlo. Avevo preso coscienza che mettendoci tanta dedizione e affrontando step by step le varie fasi della gara potevo arrivare lontano. Così ho fatto: prima la qualifica, poi i quarti, poi le semifinali e poi la finale per provare a vincere. Il segreto? Ci sono due elementi forti: la quota a 1500 metri dove io mi esalto e nordici e russi vanno in crisi e gli sci che, erano molto performanti in tutte le fasi della gara”. Federico ci ha messo il resto: tattica ed energie. “Potevo affrontare le salite senza dover andare a tutta in modo da avere risorse fresce per la fase finale di ogni frazione. Mi ero dato come obiettivo quello di vincere in classico prima dei mondiali di Seefeld del 2019: ho un po' anticipato i tempi”. La prima vittoria in classico parte da lontano, dal continuo miglioramento del gesto tecnico e della dedizione che Federico ha dedicato al passo alternato. “Insieme a Sepp Chenetti abbiamo rivisto la gara, osservando la bontà e l'efficienza della mia sciata ma anche trovando punti su cui poter ancora migliorare. Non sono ancora a mio completo agio perché il giorno dopo le gare in classico ho i muscoli della schiena indolenziti. Tutto serve a far aumentare la mia fiducia che dopo questa gara è davvero alta. Speravo di vincere in skating e chiudere la partita della classifica di specialità e, invece, mi sono ritrovato con la coppetta in tasca dopo una caduta e a vincere in una tecnica nella quale non pensavo di essere ancora in grado di farlo. Questo è il bello e l'imprevedibile delle sprint”. Ancora due 15 chilometri, nelle quali Federico curerà i tempi di giornata, e poi il pensiero correrà già alla prossima stagione. “La sfida nella coppa del mondo saranno le sprint cittadine del Nord a quota del mare. Vorrei arrivare a vincere anche lì e per farlo so che mi dovrò massacrare di allenamenti a spinta”. Intanto c'è il tempo per godersi la festa. Lunedì prossimo 14 marzo Federico incontrerà la stampa all'aeroporto di Malpensa. Poi, la sera, tutto il paese di Nus scenderà in piazza. Un campione si riconosce a Pelle. 

2 Mar

Questione di numeri. Nove piccoli punti che darebbero a Federico Pellegrino la certezza matematica di essere il primo sciatore di fondo non norvegese/svedese a vincere la Coppa del Mondo sprint. A Gatineau, nella prova di apertura del Tour Ski Canada, la lotta era tutta tra Federico e  il norvegese Petter Northug. A vincere è stato il russo Ustiugov con Northug 6°, Pellegrino 9° e soli sei punti recuperati in classifica da Northug. Quando mancano due gare alla fine della coppa sprint e in palio ci sono solo più 100 punti Federico ne ha 91 di vantaggio sul norvegese. “Non sono contento ma sono stato fortunato. Northug ha guadagnato pochi punti e anche a livello psicologico diventa difficile per lui provare a fare il colpaccio. Ho gareggiato per vincere, cercando di risparmiare il più possibile in semifinale per poi giocarmi la gara. Avevo anche scelto il secondo paio di sci più veloce in semifinale per tenere il miogliore solo per la finale come ho fatto sempre quando ho vinto ma ho sbagliato: sono restato coperto troppo e quando ho deciso di andare davanti ho trovato le porte chiuse”. Ottavo tempo in qualifica, Federico ha vinto facile il quarto di finale per poi finire 5° in semifinale e 9° nella classifica finale. “La forma c'è ancora e le energie non mi mancano. Vorrei chiudere la stagione con una vittoria perché pensare alla coppa mi ha tolto spensieratezza e tranquillità”. Nella sprint di Quebec City di venerdì prossimo a Pellegrino basta un 22° posto. “Ma non farò troppi calcoli a questo punto. Domani gareggerò senza pensare alla gara di venerdì: è una Mass Start e già partire davanti grazie al 9 posto di oggi è un'ottima cosa, cercherò di rimanere nel gruppone”.