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13 Feb

“Negli ultimi centro metri mi sono completamente mancate le energie”. Federico Pellegrino non fa sconti. Nemmeno a se stesso. Dopo il settimo tempo in qualifica voleva ben altro che uscire nei quarti di finale della sprint classica di Stoccolma e chiudere la gara 21°. E, invece, dopo essere partito con sci da skating e senza sciolina ed essere stato in testa per due terzi della batteria, si è accesa la spia rossa della riserva. “Non avevo più le braccia – ha detto -. Quello della scivolata spinta è un passo tecnico nel quale posso migliorare molto. Nei prossimi anni mi massacrerò di allenamenti a spinta perché nello sci di fondo di oggi è diventato fondamentale essere forti di braccia”. La sprint è stata vinta dal russo Nikita Kriugov davanti al norvegese Ola Vigen Hattestad e a Petter Northug. Federico è in testa alla coppa del mondo sprint con 415 punti davanti a Petter Northug, secondo con 308, e all'altro norvegese Finn Hagen Krogh, terzo con 252. “Contavo – ha spiegato – di raggranellare una cinquantina di punti tra Drammen e Stoccolma e, invece, mi ritrovo con solo una quindicina di punti fatti. Ho tanta voglia di riscatto e di tornare a vincere. Ho già voltato pagina e resettato il mio cervello per tornare ad andare forte. Nella mia testa c'è l'obbiettivo di andare a Lahti e fare il colpo grosso. Dopo quella gara farò i conti con la classifica di Coppa ma prima voglio solo pensare a vincere di nuovo. Ho nove giorni di tempo per prepararmi bene e i settimi tempi in qualifica nelle sprint cittadine in classico mi danno la consapevolezza che la forma c'è”.

3 Feb

La variabile sciolina. Che sino a quando Federico Pellegrino è sceso in gara nella la batteria dei quarti di finale vinta dal russo Alexander Panzhinskiy funzionava a dovere. “Ma poi – racconta Federico – il sole è andato via e la neve ha iniziato a tirare. Ergo: i miei sci non tenevano più in salita perché non erano stati preparati per quel tipo di neve. E' cambiato tutto in un amen ma è bastato per compromettere la mia gara”. Ha concluso la sprint cittadina di Drammen, vinta da Petter Northug che ha scelto di gareggiare a spinta con sci da skating, al 26° posto."Non sono soddisfatto anche se il 7° tempo fatto segnare in qualifica mi fa comunque capire che la condizione c'è. Non sono stato fortunato: avevo deciso di partire, e questo già dall'estate scorsa, con gli sci da classico e la sciolina di tenuta perché lo scorso anno la gara venne vinta da Brandsdal con questa scelta tecnica e mi sono ritrovato con sci che non tenevano più. Nelle prime batterie ho visto atleti che riuscivano a qualificarsi anche scollinando in sesta posizione. Per questo motivo ero fiducioso e così ho cercato di fare la stessa cosa stando nascosto". La batteria di Pellegrino è velocissima. "Sono partiti a tutta: ho cercato di tirare il passo in salita ma non tenendo ho già sprecato energie importanti nella prima parte e, a quel punto, avevo la braccia stanche. Sul rettifilo finale non ero messo male ma quando sono passato dalla fase di spinta a quella di alternato - e avrei dovuto recuperare - non avevo più tenuta. Peccato ma so bene che sono episodi che succedono: non è scontato avere sempre degli ottimi materiali e sino ad ora avevo avuto sci al top. Fa parte del mestiere". In classifica generale di coppa del mondo sprint Federico guida con 405 punti e precede Northug, ora secondo con 248, e l'altro norvegese Sondre Turvoll Fossli, a secco di punti e rimasto fermo a quota 204. "Guardo subito avanti e penso a Stoccolma, alla prossima sprint ancora in classico e in programma mercoledì prossimo. Qui a Drammen volevo fare molto meglio. A Stoccolma, la settimana prossima, ho un'altra occasione. Queste due sono le gare più difficili della stagione per me. Poi torneremo a gareggiare a skating e andrà meglio". Alla fine della Coppa mancano cinque gare: Stoccolma, Lahti e tre sprint al CanadaSkiTour di marzo con 350 punti totali in palio. “Vedremo: mi vivo gara per gara cercando di stare concentrato e di non pensare troppo in la, mancano ancora 195 punti secondo i miei piani per la coppetta”. 

25 Gen

 

“Ora abbiamo capito che nelle gare corte di gruppo non mi staccano. E che in volata riesco ad arrivare fresco per essere competitivo”. Federico Pellegrino riporta l'Italia sul podio, dopo quasi cinque stagioni di digiuno, nella staffetta 4x7,5 chilometri mista di Nove Mesto, in Repubblica Ceca, e lo fa con l'autorità dello sprinter numero uno al mondo in tecnica libera che tiene bene anche nelle prove distance. “Roland Clara mi ha dato il cambio con il gruppo di cinque uomini che si giocava il terzo posto. Ho capito subito che sarebbe stata la frazione delle verità per capire il mio livello di competitività nella frazione finale di una staffetta. Il primo dei tre giri da 2,5 chilometri l'abbiamo fatto piano ma poi hanno provato ad attaccarmi. Ho tenuto tutti gli scatti senza mai dover andare davvero al limite. A quel punto ho preso coraggio e in cima alla salita più lunga, quand'ero ancora lì, ho capito che era fatta. Ho deciso di attaccare in discesa perché c'era del vento e non volevo correre il rischio di restare imbottigliato e di essere passato in fondo. A quel punto ho impostato una volata molto lunga. Le sensazioni erano buone e solo ai duecento metri ho rallentato un po' capendo che il terzo posto era sicuro”. Federico ha fatto segnare il 4° tempo di frazione, quasi lo stesso del norvegese Finn Haagen Krogh , e una ventina di secondi più alto di quello di Sergey Ustiugov. “Un ottimo riscontro – ha detto -. Significa che sono in condizione, che sto proprio bene. Mondiali e olimpiadi saranno sulla distanza dei 10 chilometri a frazione e allora cercherò di crescere ancora un po' sulla distanza”. La staffetta di Nove Mesto, la seconda di Coppa del Mondo, è stata vinta da Norvegia 1 davanti alla Russia. L'Italia di Dietmar Noeckler, Francesco De Fabiani, Roland Clara e Federico Pellegrino ha chiuso a 54”3. 

17 Gen

Il più forte di sempre. Federico Pellegrino vince la 7a sprint skating di Coppa del Mondo della vita, supera di una vittoria Pietro Piller Cottrer, e diventa lo sciatore di fondo italiano che ha vinto più gare del massimo circuito. A Planica Federico è stato perfetto: miglior tempo in qualifica e vittoria in finale davanti ai francesi Baptiste Gros e Richard Jouve in una finale senza nessuno sprinter norvegese al via. L'anello sloveno a giro unico ha fatto selezione. “Era un tracciato molto esigente e sul quale ho dovuto riadattare la mia tattica sviluppata per piste a doppio giro. Un'operazione che ho fatto sino alla semifinale quando ho capito che per poter vincere non dovevo aspettare l'ultima salita ma essere già davanti a quel punto. Per questo motivo in finale ho scelto una traiettoria interna dopo la prima salita e mi sono messo in testa. Sul rettifilo finale la classifica era fatta: non c'era più possibilità di superare. Dedico la vittoria alle mie due nonne che non ci sono più”. A fine gara Federico si è avvicinato al pubblico e ha raccolto una motosega passatagli da uno spettatore. “Una foto per i miei amici boscaioli e per tutta l'Italia che lavora”. Pellegrino ha preso il volo in classifica sprint di Coppa dove comanda con 400 punti davanti al norvegese Sondre Fossli, secondo con 204, e al francese Gros, terzo con 172. “Le prossime due gare, Drammen e Stoccolma, saranno le più difficili della stagione perché in tecnica classica e perché tutte a spinta. Per provare a vincere la Coppa ho bisogno di 600 punti: ne ho ancora di strada da fare. Intanto penso alla team sprint di domani. Dietmar (Noeckler, il suo compagno con il quale ha vinto il bronzo a Falun) sta bene e possiamo fare una bella gara. Ci crediamo”. 

17 Gen

Il fine settimana perfetto: sprint skating il sabato e team sprint la domenica. “Era dicembre 2010 e a Dusseldorf vivevo i miei primi week end di Coppa del Mondo. Vedere vincere la mia corregionale Arianna Follis e Ole Vigen Hattestad due volte nell'arco di due giorni mi colpì molto. “Chissa se mai ce la farò anch'io” - mi chiesi. Dopo quattro anni e un mese eccomi qui a fare i conti con la mia carriera e con un sogno che si avvera”. Federico Pellegrino e Dietmar Noeckler hanno vinto la team sprint di Planica, in Slovenia. Non è stato un dominio, è stata una vittoria sudata. “Sapevamo che non c'erano i protagonisti del Tour e, anche se ci fossero stati, non sarebbero stati in condizione. L'occasione era ghiotta: sapevamo di poter vincere. In semifinale Didi ha perso qualche posizione e temevo che il giro fatto forte per tornare sotto mi avrebbe tolto energie per la finale. Ma sapevo anche che il motore del mio compagno alle Fiamme Oro ha bisogno di queste sgasate per poi rendere. E così è stato. Noeckler mi ha dato il cambio in testa alla corsa. A quel punto toccava a me. E me la dovevo di nuovo vedere con i francesi. Ho attaccato sulla salita più dura ma Gros non si è staccato, anzi, mi è tornato sotto e in cima mi ha passato. Ho ragionato e deciso che avrei attaccato dando l'anima sul falsopiano che precede il traguardo”. Pellegrino e Noeckler hanno preceduto i francesi Jay e Gros di 1”7 e l'altra coppia transalpina con Chauvin e Jouve di 2”4. Federico rientra in Valle d'Aosta, a Gressoney-Saint-Jean, per qualche giorno. Poi, venerdì, partirà per Nove Mesto e la staffetta mista di domenica. “Non so ancora se gareggerò in classico o in skating. Cercherò di tenere questo stato di forma il più a lungo possibile. Non abbiamo grosse possibilità di fare carichi di allenamento in questo periodo dell'anno. Per questo bisogna sapersi gestire molto bene”. 

6 Gen

“Ho corso per vincere. Senza pensare alla classifica di specialità e a fare più punti possibili. Volevo il risultato grosso e per questo ho cercato di risparamiare energie nelle batterie. Solo che in tecnica classica, sul rettifilo finale, non ho una marcia in più come a skating. Anzi: forse ne ho una in meno rispetto ai miei avversari”. Federico Pellegrino e la lucida analisi della sprint classica di Oberstdorf, seconda e ultima gara veloce del Tour de Ski numero 10: dodicesimo tempo in qualifica, fuori nella prima batteria dopo aver chiuso terzo dietro il russo Ustiugov e il canadese Valjas. “Con il senno di poi avrei dovuto fare un po' più forte l'ultima salita per accumulare vantaggio su Valjas ed evitare così di essere passato in fondo alla discesa. Ma io non cercavo solo il passaggio del turno, volevo arrivare fresco in finale. E lì si che avrei attaccato forte in salita. Sono deluso perché mi sarebbe piaciuto andare avanti e vedere cosa avrei potuto combinare ma ho anche capito cosa dobbiamo fare per migliorare. C'è un sacco di lavoro da metterre insieme nella scivolata spinta, un passo nel quale possiamo migliorare e molto”. La gara è andata al norvegese Emil Iversen con Pellegrino primo azzurro e 14°. “Mi sarei aspettato di più da Sundby ma si vede che anche lui era stanco”. Federico rientra oggi in Valle d'Aosta. Il focus è la prossima gara di Coppa del Mondo, la sprint skating di Planica, in Slovenia. “Ho una voglia matta di allenarmi e di fare bene. E di provare a vincere la quarta gara veloce in skating di fila (e la settima su otto gare disputate dal dicembre 2015, ndr). Non devo cadere nel tranello di pensare alla classifica finale sprint e di ragionare in ottica punti, non siamo neanche alla metà delle sprint totali. Voglio continuare a divertirmi e pensare gara per gara. Step by step è un modus che con me funziona”. In classifica sprint Federico ha 300 punti e precede i norvegesi Sondre Turvoll Fossli, secondo con 172, e Finn Haagen Krogh, terzo con 152. 

1 Gen

Il primo leader del Tour de Ski atto decimo. Federico Pellegrino vince la sesta sprint skating di Coppa del Mondo della vita, eguaglia il numero di vittorie di Pietro Piller Cotter e diventa, insieme al sappadino, il fondista italiano che ha vinto più gare nel circuito iridato. Questo pomeriggio a Lenzerheide, nel primo stage della corsa a tappe, ha fatto segnare il miglior tempo in qualifica per poi dominare i quarti, rischiare in semifinale chiusa al secondo posto battendo al fotofinish il norvegese Finn Haagen Krogh, e tornare a fare la voce grossa in finale dove è passato in testa in fondo alla discesa per poi entrare per primo nel rettifilo finale e dominare la volata davanti al russo Sergey Ustiogov e a Krogh. “Mi sono tolto un piccolo sasso dalle scarpe perché su questa pista due anni fa ero arrivato quarto. Ma allora l'ultima parte era differente con una curva lunga nella quale contava molto la scia e la velocità che raggiungevi a fine discesa. Quest'anno la curva era in due tempi e necessitava di un rilancio. Nonostante questo ho rischiato in semifinale perché ho aspettato il rettilineo per fare l'azione e per poco non restavo chiuso. Così in finale ho scollinato secondo ma ho affrontato la prima parte della discesa forte per poter sfruttare la scia e passare Ustiugov in fondo alla discesa. Una volta davanti e arrivato sul rettilineo finale sapevo che sarebbe stato molto difficile battermi e così mi sono involato verso la vittoria”. Domani Federico partirà con il pettorale di leader del Tour. “La 30 chilometri classica è una gara molto difficile nella quale non voglio e non devo andare oltre i miei limiti. Farò la mia gara pensando alla sprint classica di Obersdorf”. A Kuusamo chiuse al settimo posto. “La pista tedesca mi piace perché ha due belle salite impegnative. C'è però anche un rettifilo finale lungo e in classico, in quei tratti, non sono così forte come in skating. Voglio provare comunque a fare risultato”. Federico lascerà il Tour dopo la tappa tedesca per preparare al meglio le gare di Planica (Slo) di metà gennaio, dove ci saranno ancora una Sprint a Skating e una Team Sprint sempre a Skating.